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  Georg Flegel  
 

Flegel

 
 

"Natura morta con brocca di vino e pesci" (1637)
Musée du Louvre, Parigi


 
   
 

Nato a Olomouc in Moravia (oggi Repubblica Ceca) nell'anno 1566, morto a Francoforte s/M nell'anno 1638.
Il suo lavoro è documentato già negli anni ottanta del Cinquecento nella bottega del pittore olandese Lucas van Valckenborch a Linz in Austria. Il suo compito fu di inserire frutti, ortaggi e fiori in tele di grandi dimensioni raffiguranti commensali intorno a tavole imbandite, oppure in scene di mercato o di giardini. Nel 1593 circa la bottega, in cui era ben avviata una completa suddivisione dei compiti tra pittori, garzoni ed aiutanti per raggiungere una produzione artigianale intensa, fu spostata nella benestante città di Francoforte sul Meno. Flegel seguì van Valckenborch in questa città, ove visse fino alla sua morte. Attorno al 1600, come pittore indipendente, Georg Flegel cominciò a dedicarsi esclusivamente alla pittura di rappresentazioni che a metà del XVII secolo furono poi definite "Nature morte". Senza esitazioni egli viene definito dagli esperti "il primo pittore tedesco di Nature morte (Stilleben)" e un pittore di massima importanza sulla scena europea. Fu influenzato dalla pittura fiamminga, ma sviluppò uno stile molto personale. La sua pittura si distingue per l'alta qualità e l' inventiva nella composizione. Affrontò tematiche molto diverse, ma soprattutto quelle di pietanze, anche assai ricercate, confetti e leccornie, composizioni floreali, ritratti di uccelli ed altri soggetti naturalistici. Purtroppo, nella pittura questi temi vennero considerati come arte da consumo e le opere non godettero di alcuna protezione e vennero nel tempo consumate, nel vero e proprio significato del termine. E' noto che nella prima metà del XVII secolo, per esempio nel periodo della "tulipomania" nei Paesi Bassi, opere di questo tipo erano così abbondanti che in ogni locanda o cantina le pareti erano letteralmente tappezzate con quadri di dimensioni relativamente piccole con cui frequentemente i clienti avevano pagato le bevande. Non è dunque sorprendente che si conosca solo una settantina di Nature morte di Georg Flegel e poco più di un centinaio di acquerelli naturalistici. Tali opere furono conservate da collezionisti privati, non da istituzioni come illustrazioni scientifiche botaniche, come avvenne per esempio per buona parte dell'opera di Giuseppe Ligozzi in Italia

 
 

 

 
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