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Nato a Olomouc in Moravia (oggi Repubblica Ceca) nell'anno
1566, morto a Francoforte s/M nell'anno 1638.
Il suo lavoro è documentato già negli anni ottanta
del Cinquecento nella bottega del pittore olandese Lucas van
Valckenborch a Linz in Austria. Il suo compito fu di inserire
frutti, ortaggi e fiori in tele di grandi dimensioni raffiguranti
commensali intorno a tavole imbandite, oppure in scene di
mercato o di giardini. Nel 1593 circa la bottega, in cui era
ben avviata una completa suddivisione dei compiti tra pittori,
garzoni ed aiutanti per raggiungere una produzione artigianale
intensa, fu spostata nella benestante città di Francoforte
sul Meno. Flegel seguì van Valckenborch in questa città,
ove visse fino alla sua morte. Attorno al 1600, come pittore
indipendente, Georg Flegel cominciò a dedicarsi esclusivamente
alla pittura di rappresentazioni che a metà del XVII
secolo furono poi definite "Nature morte". Senza
esitazioni egli viene definito dagli esperti "il primo
pittore tedesco di Nature morte (Stilleben)" e un pittore
di massima importanza sulla scena europea. Fu influenzato
dalla pittura fiamminga, ma sviluppò uno stile molto
personale. La sua pittura si distingue per l'alta qualità
e l' inventiva nella composizione. Affrontò tematiche
molto diverse, ma soprattutto quelle di pietanze, anche assai
ricercate, confetti e leccornie, composizioni floreali, ritratti
di uccelli ed altri soggetti naturalistici. Purtroppo, nella
pittura questi temi vennero considerati come arte da consumo
e le opere non godettero di alcuna protezione e vennero nel
tempo consumate, nel vero e proprio significato del termine.
E' noto che nella prima metà del XVII secolo, per esempio
nel periodo della "tulipomania" nei Paesi Bassi,
opere di questo tipo erano così abbondanti che in ogni
locanda o cantina le pareti erano letteralmente tappezzate
con quadri di dimensioni relativamente piccole con cui frequentemente
i clienti avevano pagato le bevande. Non è dunque sorprendente
che si conosca solo una settantina di Nature morte di Georg
Flegel e poco più di un centinaio di acquerelli naturalistici.
Tali opere furono conservate da collezionisti privati, non
da istituzioni come illustrazioni scientifiche botaniche,
come avvenne per esempio per buona parte dell'opera di Giuseppe
Ligozzi in Italia
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