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| Sinonimi |
Morellone,
Primaticcio, Primativo, Uva di Corato, Uva della pergola, Primitivo
di Gioia, Zinfadel. |
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Apice
del germoglio |
diritto,
aperto, cotonoso, verde giallognolo con orlo rosso vinoso |
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| Foglia |
media,
pentagonale, pentalobata, con seno peziolare a lira aperta più
raramente chiusa, con frequente delimitazione con nervature
del bordo su entrambi i lati. I seni laterali sono a U, i superiori
con bordi sovrapposti, gli inferiori con bordi paralleli. Il
lembo è ondulato, rugoso, piuttosto spesso. Le nervature
principali della pagina superiore sono pigmentate di rosso fino
alla prima biforcazione. |
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| Grappolo |
medio
o medio-piccolo, conico-cilindrico allungato, mediamente compatto,
sempiice o con una o due ali, di peso medio di 200 g. |
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| Acino |
medio
o medio-piccolo, sferoidale con buccia di medio spessore, di
colore blu e ricca di pruina. |
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| Polpa |
dolce
e succosa carnosa, dal sapore aromatico caratteristico. |
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| Vinaccioli |
in
genere due per acino, sono poco allungati, marroni e di grandezza
media. |
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Germoglia-
mento |
precoce, prima decade di aprile nel tarantino e nella penisola
salentina; tra la metàdi aprile e ia prima decade di
maggio nella zona di Gioia. |
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| Fioritura |
precoce. |
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| Inveiatura |
precoce.
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| Maturazione |
precoce,
fine agosto terza decade di settembre.
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| Vigoria |
Di media vigoria è un vitigno che ha produzione media
piuttosto abbondante ma poco costante.
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Esigenze
ambientali
e colturali |
Predilige
terreni di medio impasto, argillosi-calcarei, profondi. Assicura
i migliori risultati enologici con forme di allevamento a media
e bassa espansione, con potatura ricca e corta. Presenta femminelle
fertili che danno una seconda produzione piùtardiva (20-30%
della principale).
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Altre
caratte-
ristiche |
Poco
resistente a marciumi e brinate primaverili, èsensibile
a siccità e alte temperature estive che possono provocare
avvizzimento e scottatura degli acini. E' caratterizzato dall'avere
un'abbondante produzione di racemi, il secondo frutto, che viene
sviluppato in quantità rilevante sulle femminelle. I
frutti di seconda generazione maturano a distanza di circa 20
giorni dai grappoli primari e, qualora utilizzati, devono essere
vendemmiati e vinificati in tempi diversi.
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Alla fine del Settecento, il
Primicerio Don Francesco Filippo Indellicati di Gioia del
Colle, nell'ambito dei vecchi vigneti coltivati nell'area,
rinvenne la presenza di viti la cui uva maturava precocemente.
Ciò
lo portò ad introdurre per tale uva la denominazione
originale di Primativo o Primaticcio ed impiantare in località
Liponti (Gioia del Colle) il primo vigneto di 'Primitivo'
di cui si ha storica notizia. Nel comprensorio di Manduria
il vitigno approdò verso la fine del XIX secolo grazie
ad alcune barbatelle portate dalla contessa Sabini di Altamura,
andata in sposa a Tommaso Schiavoni Tafuri che ne avviò
la coltivazione nelle sue terre suile dune di Campomarino.
Inizialmente chiamato "Vino di Sava" o "Primitivo
di Sava", in breve assunse il nome della stazione di
Manduria da cui lo stesso si muoveva. La visita, nel 1967,
in Puglia di un professore californiano è stato poi
il momento di incontro fra Primitivo e Zinfandel, famoso vino
americano. Studi ampelografici e analisi del DNA hanno confermato
che i due vitigni erano tanto simili da essere fratelli gemelli.
Non essendo note altre aree di coltivazione del vitigno era
spontaneo pensare che in qualche modo esso fosse giunto in
America proprio dalla Puglia.Ricerche condotte intorno agli
anni '80 hanno permesso di verificare una somiglianza (per
taluni addirittura sinonimia) tra lo Zinfandei-Primitivo e
un vitigno d'origine croata ampiamente coltivato nella regione
Balcanica, il Plavac mali. Tale ipotesi è stata confermata
dalle indagini sul DNA che hanno dimostrato che il Plavac
mali derivava dall'incrocio spontaneo tra Zinfandel-Primitivo
e Dobricic, un vitigno tradizionale della costa dalmata oggi
assai raro. Ciò parrebbe indicare una provenienza croata
dello Zinfandel, ulteriormente rafforzata dal fatto che esso
è geneticamente simile (con elevata proporzione d'alleli
condivisi) alle vecchie cultivar della Dalmazia. Proprio nel
gruppo di questi vitigni ormai quasi scomparsi è stato
identificato il CriJenak, sinonimo dello Zinfandel-Primitivo,
presente alquanto sporadicamente nei vigneti attorno aila
città di Kastela presso Spalato ed è probabile
che attraverso la collezione austro-ungarica di Vienna lo
Zinfandel iniziò la sua avventura americana.
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Il Primitivo, tra le prime dieci varietà italiane per
superficie vitata, rappresenta uno dei vitigni tipici del territorio
pugliese dove è presente in maniera rilevante. La forma
tradizionale di allevamento è l'alberello di derivazione
greca e tipico della cultura mediterranea; in particolare predilige
l'alberello pugliese a 4-5 speroni. Tale sistema di allevamento
protegge la vite dall'insolazione, favorisce la maturazione
dell'uva utilizzando il calore della terra, riduce naturalmente
la resa. |
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