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Riempi il bicchier che è vuoto.
Vuota il bicchier che è pieno.
Non lo lasciar mai vuoto.
Non lo lasciar mai pieno.
(Templari)
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Per
vini dai profumi complessi, evoluti e di lunga persistenza gustativa.
Perfetto per i grandi vini di Borgogna.
E ideale per gustare le migliori annate di Chianti
classico, Gattinara, vini della Valtellina, il Torgiano rosso,
il vino nobile di Montepulciano ed il Clarette. |
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Pochi
vini possono definirsi "Gran Cru" solo le più
grandi annate dei vini di Borgogna,
delle Langhe, di Montalcino. Per tali vini è
nato questo calice, perfetto per gustarne tutto laroma
e goderne appieno del sapore.
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E
il calice per i vini spumanti secchi
e gli champagne. La ridotta
superficie del vino esposta al contatto con laria impedisce
una rapida dispersione dei gas sciolti.
La forma cilindrica esalta la visione del perlage.
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Per
vini rossi di grande struttura e morbidezza.
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E il calice ideale per gustare
i vini di grande struttura e lungo invecchiamento.
La forma sferica con ampia apertura permette di recepire tutte
le segnalazioni olfattive e il bouquet di vini come Barolo,
Barbaresco, Amarone, Brunello, Burgundi.
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Un vecchio adagio diceva che la cosa
più complicata della nobiltà è mantenerla.
Così questo calice ,
moderatamente riempito, mantiene inalterata la nobiltà
di Bordeaux, Amarone, Recioto, Falerno,
concedendo tutto lossigeno per attivare i sensi.
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Per vini bianchi ricchi di corpo. |
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Per vini rossi di corpo o per bianchi
strutturati e importanti. Il disegno ovoidale permette di
convogliare il vino verso la parte centrale della lingua,
in modo da amplificare la sensazione di morbidezza conferita
dall alcool ,dalla glicerina e dagli zuccheri residui.
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Per
distillati e liquori |
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Coppa ampia ed aperta che diffonde gli aromi esaltando i profumi
degli spumanti dolci aromatici
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IL
BUON VINO NASCE DA UN LAVORO SAPIENTE

L'obiettivo principale dell'attività del tecnico è
garantire una qualità sempre migliore del prodotto.
Dietro ad una buona bottiglia di vino, oltre alla generosità
di "madre natura", c'è il lavoro sapiente
di un professionista: l'enologo. In Italia questa figura è
disciplinata con la legge numero 129 del 10 aprile 1991, che
all'articolo 2 ne definisce le mansioni.
Si tratta di un profilo complesso, che ha competenze a 360°
per ciò che riguarda il settore vitivinicolo: dalla
direzione di un'azienda, agli aspetti commerciali, amministrativi,
persino di marketing, oltre ovviamente alla gestione tecnica
della produzione.
"L'enologo svolge in modo sistematico attività
di ricerca, relativamente alla scelta delle uve, alla loro
miscelazione, alle tecniche di vinificazione, di conservazione
e invecchiamento del prodotto. Cura tutto il percorso di produzione,
dall'impianto della vite alla maturazione dell'uva, scegliendo
il periodo di raccolta e sovrintendendo alle fasi di vinificazione
fino all'imbottigliamento. L'obiettivo principale è
di garantire, sia pure tenendo conto dei diversi livelli aziendali,
una qualità sempre migliore del prodotto".
Attualmente in Italia operano circa 3.700 enologi, 3.500 dei
quali (250 in Lombardia) sono associati ad Assoenologi, l'organizzazione
di categoria fondata nel 1891.
"L'enologo è una figura molto importante. Il suo
compito è quello di seguire tutte le fasi della produzione,
garantendo, sulla base dei parametri e delle materie prime
a disposizione, la massima qualità del prodotto. Per
svolgere questo mestiere, oltre a notevoli competenze tecniche,
occorre possedere tanta passione. Gli spazi occupazionali
non mancano: nel prossimo quinquennio si stima che serviranno
tra i 120 e i 150 nuovi professionisti all'anno.
Attorno al settore vitivinicolo c'è grande attenzione,
il vino è una bandiera del made in Italy nel mondo.
Il fatturato complessivo si aggira sui dieci miliardi di euro
all'anno, 3,5 dei quali sono dovuti all'esportazione".
Il 77% degli enologi opera nel centro-nord (dalla Toscana
in su). Le donne sono appena il 7% della forza lavorativa,
ma il trend è in crescita.
Oggi per accedere a questa professione bisogna andare all'università.
Il corso dedicato è una laurea triennale (Viticoltura
ed Enologia) istituita presso le facoltà di Agraria,
che dà diritto al titolo di enologo.
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