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Il vino nella pittura

Il vino in occidente è stato sempre affidato all’immortalità della pittura, il buon vino rende migliore l’uomo, la grande pittura lo rende leggibile e sottile. Tutte le facoltà sensoriali al di fuori dell’udito sono appoggiate dal vino: la mano che afferra il bicchiere, l’olfatto, il gusto e la vista incantata dala sua vista. Non c’è da stupirsi se pittura e vino nella loro storia hanno avuto numerosi incontri, perché il vino non è esclusivamente materia e colore, ma luminosità e metamorfosi: caraffa, bicchiere, fiotto, effervescenza ma anche grappolo, paesaggio, gioco. Le grandi civiltà pittoriche sono da sempre legate al vino, il vignaiolo come il pittore ha una sua tavolozza, ha i suoi pennelli. Presiede e mescola, dosa e trasforma, gioca con le leggi naturali che presiedono alla fermentazione, all’evoluzione del vino. Una botta di giallo in più per il pittore, una botte di sangiovese in più per il vignaiolo. L’ordine che si oppone all’entropia naturale, la paziente ricerca del vignaiolo e del pittore si oppongono all’essenza divina dionisiaca che rifiuta la regola della ragione. Il significato di Dioniso appare allora ambivalente, nei suoi diversi aspetti: un dio del lavoro, della terra, dell’ordine, ma anche un Dio dell’ebbrezza, follia, del corteo di Baccanali. Ma questo aspetto delirante è anche simbolo di fertilità, simboleggiato da Priapo, o all’origine di quella cosa meravigliosa che si chiama teatro. Vi è un legame tra Dioniso e la civiltà umana, e la chiave per svelarla può essere l’arte. Ci spieghiamo anche come nell’Antichità Dioniso fu considerato il protettore di tutte le arti, e il Dio dell’ispirazione. L’arte e il vino racchiudono entrambi una natura materiale e un potere spirituale: la magia.
Nell’ambivalenza ecco che gli artisti sanno interpretare il mito e l’ebrezza, attraverso la visione attenta di personaggi difficilmente afferrabili. Sono i personaggi dai tratti androgini, la sveltezza de la gioventù del maschio e la carnosità e tondezza della femmina.

Da: il vino nell’Arte, Longo-Oddone, Aeb, 1984, Brescia.

 
 
 
 
 
  Anonimo - "Personaggio intento a bere" (XVII sec.)
Museo Barone Gérard Bayeux
 
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